Siamo un gruppo di donne: amiche, colleghe, mamme... Da tempo mettiamo le nostre esperienze di solidarietà femminile in comune, ne parliamo, riflettiamo, e pensiamo che molte donne costruiscano, nella vita di tutti i giorni, una silenziosa ma potente rete di affetti, di aiuti, di sostegno. Alcune di noi vengono da altre esperienze o vi sono tuttora coinvolte (Comitato per la pace Spartacus, Collettivo Echidna, Mamme per la Pace...), altre si sono semplicente unite confluendo il loro apporto personale di donne attente alla realtà che ci circonda e con la volontà di "uscire dal silenzio". Abbiamo pensato di costituire un gruppo, il Collettivo Pacha Mama, per cercare di essere un punto di riferimento e di scambio di esperienze per chiunque si senta sensibile alla lotta e alla solidarietà femminili.

AVVISO


Ciao a tutt*, è stata ripristinata la mail vecchia:

pachamama.ferrara@hotmail.it

ci auguriamo che non venga bloccata mai più

sezioni

20 set 2009

http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=73880&sez=ITALIA


Milano, scontri per la festa del Ramadan
La Santanché: «Picchiata e insultata»


MILANO (20 settembre) - «Sono stata aggredita, colpita da un uomo con un braccio ingessato, gettata a terra e dopo andrò in ospedale per vedere se ho una costola rotta». Lo ha dennciato Daniela Santanchè, leader del Movimento dell'Italia, che sta protestando contro l'uso del burka davanti al Teatro Ciak, alla Fabbrica del Vapore di Milano, dove si sta svolgendo una festa islamica per la fine del Ramadan. L'ex parlamentare ha scelto di protestare contro il volto coperto delle donne musulmane chiedendo il rispetto della legge 152 del 1975 che vieta di nascondere il volto.

«Verso le 9 mi hanno aggredita - ha spiegato - e mi hanno detto che sono una puttana, che domani sarò morta, che faccio schifo. Ma chi mi ha colpito, mi hanno spiegato le forze dell'ordine, è stato individuato. Un altro voleva usare contro di me un cartello stradale divelto».

La Santanchè è riuscita per ora a entrare alla festa affermando che «qui siamo in Italia e non in un califfato». La Questura ha confermato che c'è stato un parapiglia tra alcuni partecipanti alla cerimonia e l'entourage della Santanchè.

riprendiamoci i nostri corpi

http://piccole.rispostesenzadomanda.com/post/192409747/s-pretendiamo-di-pi-da-questa-milano

Sì, pretendiamo di più, da questa milano.


per una volta piacevolmente stupiti, nonostante Milano sia la città della moda, ergo della supremazia della taglia, abbiamo letto questo commento:


19 set 2009

Mercoledì 23 Settembre dalle ore 18 PRESIDIO Piazza Nettuno, Bologna

L’Italia finanzia le violenze contro le donne migranti
Mercoledì 23 Settembre dalle ore 18
PRESIDIO Piazza Nettuno, Bologna
Sono tante le testimonianze dei soprusi e delle torture subiti dalle persone detenute nei centri di concentramento libici, ma per le donne, oltre alle torture, il trattamento prevede violenze sessuali e stupri di gruppo! L’Italia, finanziando la polizia e le carceri libiche e respingendo donne e uomini verso la Libia, è complice di queste atroci violenze.
Dalla frontiera meridionale libica ogni anno entrano migliaia di migranti e rifugiati sprovvisti di documenti, alcuni dei quali poi continuano il viaggio verso l’Italia. Anche se uomini e donne africani che arrivano via mare rappresentano una minima parte dei migranti senza documenti presenti in Italia, il governo italiano ha concentrato attenzione e risorse sugli sbarchi, poiché essi rappresentano il simbolo della prospettiva emergenziale costruita da anni sul tema dell’immigrazione: sul regime di paura alimentato dalla menzogna dell’”invasione” si gioca la propaganda razzista e criminalizzante del governo, ormai istituzionalizzata nel pacchetto sicurezza. In base agli accordi tra il governo italiano e il governo libico e alle nuove politiche migratorie inaugurate dall’Italia, le donne e gli uomini provenienti dalla Libia, anche se quasi mai di nazionalità libica, vengono “respinti” senza avere la possibilità di arrivare in Italia e di presentare richiesta di diritto d’asilo, di cui la maggior parte di loro è a tutti gli effetti titolare. Da quando sono cominciati i respingimenti in mare sono stati finora oltre 1.200 le persone che le autorità italiane hanno riconsegnato alla Libia. Durante la detenzione nelle carceri libiche, uomini e donne subiscono violenze inaudite e vere e proprie torture, “Abusi, vessazioni, maltrattamenti, arresti arbitrari, detenzioni senza processo in condizioni degradanti, torture, violenze fisiche e sessuali, rimpatri di rifugiati e deportazioni in pieno deserto. Crimini che l’Unione europea finge di non vedere…” queste le amare conclusioni di un rapporto curato da Fortress Europe nel 2007. Le donne in particolare subiscono, oltre alle violenze fisiche e psicologiche, stupri ripetuti e collettivi. In seguito alle violenze sessuali, molte di loro rimangono incinte e sono costrette a ricorrere ad aborti clandestini, che spesso le uccidono.
E non è che le cose in “patria” vadano meglio: nei CPT (oggi CIE) viene applicato lo stesso progetto repressivo e violento. Ne è una prova la protesta al CIE di via Corelli a Milano, soffocata dalla violenza delle Forze dell’Ordine. I processi si svolgeranno il 21 e il 23 settembre e vedono implicato anche l’ispettore capo di servizio al centro, accusato da una partecipante alla protesta di tentata violenza sessuale. Paradossalmente tutto questo viene fatto al fine di garantire la “sicurezza “ dei cittadini e delle cittadine italiane e anche in nome della violenza contro le donne. La ministra Carfagna ha sostenuto, nell’incontro con Gheddafi dello scorso giugno, di voler aiutare le donne africane, e ha presieduto in questi giorni un G8 contro la violenza alle donne escludendo i centri antiviolenza. Di fatto però l’Italia finanzia attivamente le violenze contro donne e uomini migranti con importanti stanziamenti finanziari e di mezzi alla Libia. Del corpo delle donne viene sempre fatto un uso strumentale, viene data risonanza mediatica solo agli stupri di stranieri su donne italiane, quando le violenze commesse da uomini migranti costituisce solo una minima parte delle violenze agite sulle donne nel nostro paese. La maggior parte della violenza avviene all’interno della famiglia cosiddetta “normale”, promossa e protetta e al centro di tutte le politiche sociali. Vogliamo che sulla violenza alle donne non venga fatta nessuna strumentalizzazione per avallare leggi razziali!
Vogliamo la libertà di migrazione per tutte/i, sia per le persone che emigrano per necessità, in fuga da guerre, dittature e persecuzioni, sia per le/i migranti economici, e per tutte/i coloro che desiderano migrare.
Vogliamo che vengano interrotti immediatamente i respingimenti, che vengano garantiti il diritto all’esistenza, alla libertà, all’autodeterminazione delle e dei migranti, no al reato di clandestinità, no al pacchetto sicurezza.
Vogliamo che le donne che arrivano nel nostro paese non debbano subire ogni tipo di violenza senza potersi ribellare proprio perché una legge della nostra repubblica le rende ricattabili. Non possiamo più far finta di non vedere e di non sapere, non possiamo non riconoscere il legame tra violenza contro le donne, sessismo, razzismo, lesbo/trans/omofobia, che porta alla normalizzazione di vecchi e nuovi fascismi, auspichiamo che le voci di dissenso producano nuove forme di resistenza.
Invitiamo tutte/i/* a partecipare!!

Altra città – Lista civica di donne

Per adesioni: altracitta@women.it

orrori quotidiani

L’uomo che ha comprato una donna per stuprarla per mesi Chiesto il rinvio a giudizio per l'aguzzino




L'uomo, 58 anni, aveva conosciuto la sua vittima in Mozambico ed era riuscito a conquistarsi la fiducia dei suoi parenti. Dopo averla portata in Italia con la promessa di sposarla, la segregò in casa e la costrinse a prostituirsi

Milano, 7 settembre 2009 - Aveva segregato in casa, violentato ripetutamente con pratiche sadomaso e costretto a prostituirsi una 28enne originaria del Mozambico, comprandola alla sua famiglia a cui inviava 100 euro al mese. Dopo otto mesi di violenze, la donna era riuscita a fuggire con l’aiuto di due vicine e a denunciarlo.

Ora per l’uomo, un pensionato di 58 anni arrestato lo scorso novembre, e per un egiziano a cui in un’occasione aveva venduto la sua vittima per 150 euro, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio.

A. A. risponde di violenza sessuale aggravata, sequestro di persona, induzione alla prostituzione e detenzione di un ingente quantitativo di materiale pedopornografico. M. S., l’egiziano di 42 anni, è accusato di violenza sessuale di gruppo.
L’udienza preliminare si terrà il 26 ottobre davanti al gup Andrea Pellegrino.

In base a quanto ricostruito dagli inquirenti, il pensionato aveva conosciuto la sua vittima su una spiaggia, in Mozambico, nel 2007. Poi si era presentato agli zii della donna, con cui lei viveva dopo aver perso i genitori, conquistandosene la fiducia attraverso lavoretti in casa e regali.

Quando era tornato a Milano, aveva preso accordi con loro per portare la donna in Italia, dicendo che l’avrebbe sposata. Ma al suo arrivo a Milano nel febbraio 2008, invece del promesso matrimonio, la donna si era trovata segregata in casa, costretta a sottoporsi a pratiche sadomaso e a vedere video pornografici, e persino a subire un rapporto sessuale a tre con il coinvolgimento dell’egiziano.

Solo il 9 ottobre successivo, la 28enne era riuscita a fuggire, con l’aiuto di due vicine. Dopo il fermo che aveva portato il pensionato in carcere, erano proseguiti gli accertamenti degli investigatori sui dvd sequestrati che hanno portato alla nuova imputazione di detenzione di materiale pedopornografico. Era stato poi identificato anche l’egiziano che per partecipare alle violenze aveva pagato 150 euro. Anche lui era stato fermato e attualmente si trova agli arresti domiciliari.
ilgiorno.ilsole24ore.com

18 set 2009

Scopri la femminilità in Te…
Ed impara come esprimerla…
Vieni a provare una lezione gratuita con la maestra Yasmine


DANZA DEL VENTRE
E TRIBAL FUSION
INFO YASMINE: 3275429481

17 set 2009

Link per curiosare

http://ilsessismoneilinguaggi.blogspot.com/

http://vitadastreghe.blogspot.com/

Con il nome dei nostri figli

Mamme 2.0

mamme2-0

Sanaa Dafani, 18 anni, uccisa dal padre

Marocchina 18enne uccisa dal padre Viveva col fidanzato. "Vietato dalla tradizione"

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/pordenone/pordenone/pordenone.html

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/pordenone/pordenone-parla-madre/pordenone-parla-madre.html

da figlie a madri e da madri in figli
Maratona di Lettura nella Casa delle Donne
per ricordare Mirella
Venerdì 18 settembre
ore 16.00
via Terranuova 12/b - Ferrara
Da figlie a madri e da madri in figli è quel perenne ripetersi di percorsi di vita in cui memoria ed esperienza tessono il fitto intreccio delle relazioni primarie.
Da questa fantastica tessitura nascono l’amore ed il rispetto della vita.
Una chiave per entrare nel mondo della letteratura, per raccontare emozioni e pensieri, per onorare le tracce che la vita ci consegna e farne un dono che ci regaliamo reciprocamente.
Per questo La casa delle donne è il luogo che accoglie la Maratona di Lettura e ne rappresenta la madre simbolica.
L’ampio cortile si trasforma ne "LA CORTE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI" dove leggere ed ascoltare dal primo pomeriggio fino all’ora di cena per assaggiare cibi preparati con cura.
Gli spazi interni della casa si trasformano ne "LE STANZE DELLE DONNE" dove viene accolta la Maratona dedicata a Mirella.


Programma:
ore 16.30 Inizio Maratona.
1° parte - La corte dlle bambine e dei bambini -
Le letture possono essere fatte da adulti e bambini

2° parte - Le stanze delle donne -
Maratona di Mirella

ore 20.00 Piccolo Buffet offerto dalla Famiglia e dagli amici di Mirella

Per prenotarsi alla Maratona: inviare una mail: cddferrara@alice.it

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