Domani, sabato 1 marzo, appuntamento alle 16 sul listone, come sabato scorso!!
Lunedì 3 marzo ore 17,30 appuntamenti alla cgil per riunione. Si discuterà dell'8 marzo e delle prossime iniziative da organizzare tutte assieme
AVVISO
Ciao a tutt*, è stata ripristinata la mail vecchia:
pachamama.ferrara@hotmail.it
ci auguriamo che non venga bloccata mai più
sezioni
- arte (43)
- boicottaggio (13)
- corsi (23)
- diritti (20)
- iniziative (171)
- intercultura (39)
- internazionale (13)
- letteratura (36)
- link (19)
- mail (71)
- mamme (16)
- manifestazioni (42)
- rassegna stampa (97)
- riunioni (24)
29 feb 2008
1 marzo e 3 marzo
Inserito dal
Collettivo Pachamama
alle
08:28
0
commenti
Etichette: iniziative, riunioni
Corso gratuito di italiano per madri straniere con bambini piccoli
| 21-02-2008 12 incontri di giovedì dalle 9.30 alle 13.00, dal 21 febbraio al 29 maggio 2008 | |||
| |||
| L'Ufficio Politiche Familiari del Comune di Ferrara in collaborazione con la Circoscrizione di via Bologna, l'AUSL e il CTP organizza un corso di italiano TOTALMENTE GRATUITO per madri straniere con bimbi piccoli, ogni giovedì dalle 9.30 alle 13 per 12 giovedì a partire dal 21 febbraio 2008 presso la Piccola Casa, in viale Krasnodar 112 a Ferrara. Il corso si propone di avvicinare la conoscenza della lingua italiana a un gruppo di madri straniere con bambini inferiori all'anno di vita o in attesa, giunte da poco a Ferrara o comunque con una conoscenza limitata della lingua, della città e dei suoi servizi: per questo una parte degli incontri sarà dedicata alla conoscenza di diritti, opportunità e modalità di accesso ai servizi sanitari, sociali ed educativi del territorio. Sede del corso di italiano è il Centro Piccola Casa di viale Krasnodar 112 a Ferrara, un servizio educativo comunale per bambini piccoli che può accogliere un numero limitato di persone: per questo il corso di italiano prevede un massimo di 12 mamme straniere con i propri bambini. La partecipazione al corso è gratuita e sarà data priorità alle madri residenti nel quartiere di via Bologna (per le madri che risiedono più lontano e che hanno difficoltà di spostamento potrà essere previsto un apposito servizio di trasporto). Per informazioni ed iscrizioni al corso: | |||
Inserito dal
Collettivo Pachamama
alle
08:25
0
commenti
Etichette: corsi, iniziative
24 feb 2008
!!!mercatino rosa!!!


Stamattina, come previsto, c'è stato il mercatino rosa in via Mambro, davanti a viale K.
Riscaldati da questa visione, abbiamo iniziato ad allestire i banchetti
avvalendoci dell'aiuto dell'amico furgonista e della Croce Rossa Giovanile
Come al solito in vendita c'era di tutto un po' di tutto...
per adulti










e bambini







tra cui Mayta, che ha sbancato tutto!!



Il prossimo mercatino sarà all'inizio di marzo e venderemo solo libri e fumetti



inizia quindi la raccolta dell'usato!
Grazie a tutte le persone che sono venute e che ci hanno dato una mano!

Inserito dal
Collettivo Pachamama
alle
15:39
0
commenti
Etichette: iniziative
23 febbraio 2008
Libere di decidere
Stiamo vivendo tutte l’ennesimo tentativo di mortificare l’autodeterminazione delle donne.
L’attacco strumentale alla L.194 è l’altra faccia di una politica che non rispetta le donne e tenta di rendere insignificante ogni espressione di libera scelta.
Le donne il rispetto per la vita lo praticano quotidianamente ed è per questo che oggi dicono che la legge 194 non si tocca e la si deve applicare integralmente e seriamente.
Dal 1978 siamo uscite dalla clandestinità che ci uccideva!
In 30 anni la legge 194 ha ridotto gli aborti del 44%, ha aumentato l’informazione ed elevato la consapevolezza di donne e uomini per una genitorialità sempre più responsabile.
L’art. 5 della Legge 194 impone ai consultori ed alle strutture socio-sanitarie quando
“la richiesta di interruzione volontaria di gravidanza sia motivata dall’incidenza delle condizioni economiche, o sociali, o familiari sulla salute della gestante, di esaminare con la donna e con il padre del concepito, ove la donna lo consenta....le possibili soluzioni dei problemi proposti, di aiutarla a rimuovere le cause ... di metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre...”.
E invece le donne sono spesso lasciate sole; il numero dei consultori pubblici è stato drasticamente ridotto; l’obiezione di coscienza è tanto diffusa da compromettere il corretto utilizzo della legge.
A Ferrara l’85% dei medici ginecologi è obiettore di coscienza e non tutti gli ospedali garantiscono il servizio benché pubblico.
Dietro le campagne ideologiche e la barbarie dell’incursione nell’ospedale di Napoli c’è ben di più di un attacco alla legge 194: c’e il rischio per tutte e tutti di rompere un patto civile tra diritti collettivi e libertà individuali.
Dopo la follia della proposta di moratoria, l’accanimento dei medici romani sulla rianimazione dei feti prematuri - anche contro la volontà della madre -, l’indifferenza alla violenza quotidiana che le donne subiscono, la fatica ad affermare una vera democrazia paritaria ovunque si assumono decisioni, dovremmo aver capito tutte che la libertà delle donne è il vero obiettivo di un nuovo controllo sociale.
Ora Basta!
- Noi donne siamo stanche di portare sulle spalle colpe che non abbiamo.
- Noi donne siamo stanche di essere accusate di uccidere i nostri figli.
· Noi donne abbiamo il diritto di essere sostenute quando dobbiamo scegliere la strada più difficile.
Interrompere una gravidanza che non si vuole o non si può portare a termine è una scelta difficile non priva di amore per la vita e di rispetto e di responsabilità.
Noi donne non intendiamo riconoscere autorità politica a chi non ha il coraggio di dire chiaramente per quali diritti e per quali libertà si impegna.
UDI, CENTRO DONNA GIUSTIZIA, CENTRO DOCUMENTAZIONE DONNA,
DONNE DELLA CGIL, COLLETTIVO PACHAMAMA, CITTADINE DEL MONDO
E DONNE IN ASSEMBLEA




Inserito dal
Collettivo Pachamama
alle
14:05
0
commenti
Etichette: iniziative, manifestazioni
23 feb 2008
Amélie Nothomb a Ferrara
25 febbraio ore 18 Amélie Nothomb
al castello estense
sala dei comuni del castello
Inserito dal
Collettivo Pachamama
alle
10:51
0
commenti
Etichette: iniziative, letteratura
21 feb 2008
Sit in Roma per incendio 'Coming Out'
Nella notte del 18 febbraio scorso un incendio, probabilmente doloso, ha colpito il locale 'Coming Out' di Roma.
Riceviamo e volentieri diffondiamo il comunicato di Francesca Grossi, Presidente Arcilesbica Roma.
APPUNTAMENTO SIT IN
VENERDI´ 22 FEBBRAIO ALLE ORE 22.30
Via di San Giovanni in Laterano, 18
L'incendio doloso che ha colpito il Coming Out di Roma ci scuote perché è atto molto grave, ci colpisce perché diretto verso uno dei luoghi di maggiore aggregazione di gay, lesbiche, trans, ci spinge a respingere con fermezza questa azione. Il Coming Out è uno dei ritrovi più frequentati dalla capitale, uno dei preferiti da giovani e giovanissimi, il suo successo ha fatto sì che la strada dove si trova sia diventata ufficialmente la Gay street di Roma. Siamo vicine al Coming Out, alle donne che lo hanno creato e che ci lavorano e le esortiamo a non perdersi d'animo.
Invitiamo tutte e tutti ad essere presenti al Sit In organizzato per Venerdì 22 alle 22,30, in appoggio al Coming Out, per difendere i nostri spazi, contro l'intolleranza e l'omofobia.
A presto
Inserito dal
Collettivo Pachamama
alle
15:34
0
commenti
Etichette: iniziative
Rassegna 21-02-08
l caso dell'interruzione terapeutica della gravidanza conclusa con l'intervento della polizia
Il Guardasigilli incarica gli ispettori del ministero. Relazione del Pg e della Prefettura
Aborto a Napoli, nuove indagini
"Le ricostruzioni sono discordanti"
Livia Turco: "La procedura seguita dai medici è conforme alla legge"
__________________________________________________________________________
_____________________________________
corriere
La sollecitazione inviata alla congregazione presieduta da Hummes
Brasile, appello dei preti: basta celibato
Istanza a papa Ratzinger per consentire ai sacerdoti di avere una famiglia. E per ridare i sacramenti ai divorziati
________________________________________Legge islamica I giornali liberali la difendono
La manager Usa che rischia la vita
per un caffè in Arabia
Da Starbucks col collega: arrestata
___________________________________________________all'origine della tragedia una pesante situazione di disagio familiare
Imola, uccide la figlia e tenta il suicidio
La madre Rosa Turrini, 49 anni, ha assassinato a coltellate Micaela Lelli, 25 anni, handicappata
_____________________________________________________DALL'INDAGINE EMERSE SITUAZIONI DRAMMATICHE DI DEGRADO FAMILIARE
Abusi su una 12enne, arrestati i genitori
Avrebbero "favorito" la violenza sessuale sulla figlia da parte del padrino, anche lui finito in manette
________________________________________________________________________________________________________
________________________________________________
_____________________________________________
Rai news 24
Donne e lavoro----------Sgravi fiscali per le donne
Sgravi fiscali per le donne e investimenti per costruire asili nido e consentire alle donne di conciliare vita privata e impegni professionali. In Spagna si vota fra meno di un mese e i due schieramenti stanno corteggiando soprattutto dell'elettorato femminile. Nella campagna elettorale per le primarie americane le donne stanno giocando un ruolo di primo piano. E in Italia? Per l'economista Alessandra Servidori si puo' fare tanto, a partire dall'allegerimento della spesa pubblica che puo' liberare risorse che consentano alle donne di entrare nel mondo del lavoro, di restarci, di abolire le differenze salariali con gli uomini. E' oramai riconosciuto che l'aumento delle percentuali di donne occupate sarebbe un importante catalizzatore per la crescita nazionale, cosi' come oramai e' dimostrato scientificamente che almeno 3 manager donne nei consigli di amministrazione influiscono positivamente sui conti aziendali. Secondo l'imprenditrice Olga Urbani, a capo di un gruppo industriali arrivato alla quarta generazione e in cui il ersonale femminile rappresenta il 70% del totale, ''tra le peculiarita' che consentono di ottenere migliori risultati rispetto agli uomini ci sono la passione, la testardaggine e la sensibilita'".__________________________________________________________
"Le ragazze oggi sono bombardate da messaggi distorti in cui la bellezza si misura in etti, in certe fatture del corpo e in una determinata disponibilita' sessuale. Devono liberarsi dalla schiavitu' degli stereotipi che vedo ritornare e non disperdere cio' che e' stato conquistato in passato". Il ministro della Salute, Livia Turco, ha lanciato un allarme contro il modello di bellezza 'da velina' che ritiene sia ormai dilagante. "Le donne della mia generazione e di quella prima hanno dovuto liberarsi dagli stereotipi legati all'identificazione in un ruolo. Ho l'impressione che oggi sia peggio di allora e che questa battaglia la dovrete fare anche voi", ha detto dal palco alle giovani studentesse presenti ad un convegno organizzato a Torino. "Il diritto piu' importante per le donne - ha proseguito il ministro - e' quello di essere se stesse aggiungendo che "la bellezza e' avere fiducia in se', scoprire i propri talenti, potersi sperimentare e riproporre anche i valori che sono propri dell'esperienza delle donne". E infine la Turco ha difeso il diritto di diventare madri. "Non vorrei che queste giovani donne dovessero rinunciare all'esperienza della maternita'. Nella societa' di oggi non c'e' nessuna immagine del valore della madre e della bellezza del crescere un figlio". Si sta perdendo, ha concluso il ministro, l'idea che "dalla maternita' scaturiscono valori propri del genere femminile, ad esempio il valore della cura".___________________________________________
Sono oltre cento le personalità internazionali che in una lettera indirizzata alle autorità iraniane protestano contro la chiusura della rivista Zanan, la più importante voce delle donne nella Repubblica Islamica. Gran parte dei firmatari sono docenti universitari americani, ma tra i nomi più illustri c'è anche quello del Premio Nobel Judy Williams, del sociologo Noam Chomsky e del filosofo Jurgen Haberman. La rivista Zanan è stata chiusa lo scorso 2 febbraio per ordine della magistratura di Teheran. La rivista diretta da Shahla Sherkat è accusata di "turbare gli animi e le coscienze delle donne" proponendo articoli che mettono in discussione la morale islamica.
E' salito da due a quattro il numero delle donne ministro che fanno parte del governo degli Emirati Arabi Uniti dopo il rimpasto deciso dal presidente, lo sceicco Muhammad Bin Rashed al Maktoum. Secondo quanto riporta il giornale arabo 'al-Hayat', il nuovo esecutivo è composto da 22 ministri, con cinque che hanno dovuto lasciare il nuovo incarico e sette new entry. Novità riguardano il ministero dell'Economia, guidato da una donna, Lubna al-Qasimi, mentre resta al suo posto un'altra ministra, Mariam al-Rumi, che si occupa degli Affari Sociali. Il nuovo rimpasto di governo è stato deciso per riequilibrare la forza di tutti gli Emirati che compongono l'unione. "Vogliamo un governo al passo coi tempi e una amministrazione moderna - ha spiegato al-Maktoum - che lavori concretamente e in modo trasparente come se fosse una squadra"._______________________________________________
__________________________________________________________
manifesto 20 febbraio 08
Un portantino telefona prima delle 19 al 113, perché una donna sta partorendo nel bagno del secondo policlinico di Napoli. Gli agenti ottengono il via libera ad intervenire dal pm Russo. Alle 19.20 arrivano a sirene spiegate e secondo i testimoni, tra cui il responsabile dell'Ivg Francesco Leone, bloccano le uscite, interrogano personale e degenti, poi si dirigono dalla paziente appena uscita dalla sala operatoria per il raschiamento. La donna è confusa dopo un pomeriggio di contrazioni indotte e l'effetto dell'anestesia. L'ispettrice non si «intenerisce», chiede informazioni riservate e anche superflue: nome del padre e motivi dell'aborto. Nella confusione ipotizzano le accuse per i sanitari: mancata rianimazione del feto, ma non è un reato solo un'iniziativa provocatoria di un gruppo di medici qualche giorno prima. Allora si parla di «feticidio» alla 21esima settimana. Chiedono il sequestro della cartella clinica e del feto. Non hanno un mandato né c'è flagranza, in quanto il crimine non si realizza in un normale intervento di aborto terapeutico. Chiamano il pm, che si assume la responsabilità. Scoppia un putiferio, scattano le proteste di donne e uomini, dal centrodestra tacciono, eccetto Giuliano Ferrara. Quanto basta per mettere sotto accusa l'operato di polizia e magistratura.
Ieri il Csm ha accolto la richiesta di una verifica avanzata da tutte e sei le consigliere, laiche e togate, subito dopo il blitz. Nicola Mancino, il vicepresidente, ha annunciato il via libera all'istruttoria affidata alla Prima commissione che si occupa «del comportamento dei magistrati». Già subito dopo i fatti le consigliere avevano rilevato come, in quanto accaduto, non si fosse tutelata una persona in un momento di «difficoltà e debolezza». Si era andati oltre i normali accertamenti visto che «la legge 194, disciplinando le condizioni e le modalità per l'interruzione, prevede una procedura che consente di verificare documentalmente l'osservanza delle condizioni di legge».
Fino ad oggi il procuratore generale Giandomenico Lepore ha difeso il pm su tutta la linea, perché per verificare una telefonata, che lo stesso ha definito circostanziata, bisognava intervenire. Gli agenti hanno inviato la relazione su quei 35 minuti al policlinico: un'ispettrice donna avrebbe fatto sommarie domande alla signora che, affermano, si trovava in piedi nella sua stanza. Ma le contraddizioni non mancano. Primo il riscontro tra la telefonata e il reato contestato. Il portantino Ciro De Vivo nei suoi 4 minuti non ha mai pronunciato la parola aborto illegale, bensì riferiva di una signora che stava partorendo nel bagno, con i «ferri in mezzo alle cosce», particolare non provato. La relazione delle pattuglie si scontra con tutte le testimonianze delle ricoverate e dei sanitari che descrivono un atteggiamento spropositato rispetto al luogo e ai fatti contestati: sono state bloccate le entrate di un reparto ostetrico, mettendo in agitazione madri che stavano per partorire. Quanto alla donna, i testimoni concordano che si trovava nel suo letto (abbastanza plausibile appena 20 minuti dopo un raschiamento) dolorante e in stato confusionale. Ora spetterà al procuratore generale della Corte d'Appello, Vincenzo Galgano, fornire tutte le spiegazioni sulle decisioni di Russo, sia al ministro della giustizia Scotti che al Csm. Dopo le proteste corali, come ha detto lo stesso Mancino «si tratta di capire bene cos'è accaduto nell'ospedale, che peraltro è una struttura pubblica».
____________________________________________________
Eppure un caso di aborto clandestino praticato con uncini da "mammane" non è usuale neppure tra gli immigrati. Tanto meno nella comunità cinese, dove le donne semmai fanno più facilmente ricorso alla pillola abortiva Ru486, spesso importata illegalmente dalla Cina dove è in uso dal 1988. Ovviamente, quando ci riescono. «Alle strutture clandestine si rivolgono soprattutto le donne cinesi arrivate da poco, quelle che si affidano alla comunità di appartenenza. Altrimenti, c'è la tendenza a farsi assistere dal servizio sanitario italiano», ha spiegato ieri don Giovanni Momigli, presidente della Fondazione fiorentina Spazio Reale e profondo conoscitore della comunità cinese locale, che è una delle più numerose in Italia. Particolarmente importante, oltre che popolosa, è la chinatown che si è andata via via strutturando negli ultimi quindici anni nel centro della vicina città di Prato con l'immigrazione proveniente dalla provincia di Wenzhou, situata nel sud-est della Cina. I primi insediamenti a Firenze risalgono invece agli anni '70. «Sono circa cinquemila i cinesi ufficialmente presenti in città impegnati soprattutto nel commercio e nell'artigianato - ha spiegato ieri Hua Lin Lai, rappresentante degli immigrati nel consiglio comunale fiorentino - gli ambulatori clandestini ci sono, ma chi è regolare e conosce le leggi italiane si rivolge alle Asl. A volte chi va dai medici clandestini lo fa solo per ignoranza». Ma anche per paura o per sfiducia nei confronti dei medici italiani. Comunque sia, negli anni scorsi sia a Prato che a Firenze le forze dell'ordine hanno scoperto alcuni ambulatori illegali, spesso allestiti all'interno di fabbriche gestite da immigrati cinesi.
«Gli inquirenti chiariranno, ma l'episodio della giovane cinese ricoverata in gravi condizioni per un probabile aborto clandestino dice che è arrivato il momento di dire alt a certe polemiche strumentali - ha commentato la ministra delle Pari opportunità Barbara Pollastrini - Proviamo a immaginare che cosa potrebbe accadere se si dovesse determinare un clima persecutorio e di isolamento nei confronti delle donne che decidono di interrompere una gravidanza». Lo scenario è facilmente prevedibile, basta tornare con la memoria a quello che accadeva in Italia prima della legge 194: 350 mila aborti clandestini che uccidevano ufficialmente almeno una decina di donne l'anno. Anche se le stime più serie, come spiega Angela Spinelli, direttore del Dipartimento Salute della donna e dell'età evolutiva dell'Iss, parlano di almeno 300 donne salvate dalla 194 ogni anno. Altro che diritto all'aborto, dunque, ma una legge contro l'aborto.
______________________________-
L'inquietudine è forte, poiché il presidente Nicolas Sarkozy sembra voler riaprire la questione del posto della religione nella repubblica. C'è stato il discorso fatto in Vaticano, prima di Natale, dove ha affermato che, per l'educazione dei bambini, «il maestro non potrà mai sostituire il parroco o il pastore». Poi il presidente ha citato dio ben 13 volte in Arabia saudita, di fronte a un regime che fa riferimento a una tendenza estremista dell'islam, i wahabiti. Dove vuole arrivare Sarkozy? si chiedono inquieti i laici in Francia. Nel libro che aveva pubblicato nel 2004, sulla questione religiosa, Sarko affermava di voler voltare pagina rispetto alla situazione del passato, fondata dalla legge di separazione dello stato dalle chiese del 1905. Più volte ha parlato di «spolverare» questa legge, di «attualizzarla». Quando era ministro degli interni (e dei culti), ha svolto un ruolo importante per la creazione del Consiglio francese del culto musulmano, un'istanza rappresentativa dell'islam in Francia. L'obiettivo di Sarkozy sembra essere una revisione della legge del 1905, per permettere agli enti locali di finanziare la costruzione di luoghi di culto (è una richiesta dei musulmani, che ne hanno meno, hanno pochi soldi e sono quindi obbligati a rivolgersi all'estero per i finanziamenti).
Negli ultimi giorni, l'Eliseo ha un po' frenato le voci sulla revisione della legge del 1905, perché l'inquietudine cresce in un paese fortemente segnato da cent'anni di sanguinose guerre di religione e dove toccare quella legge è equiparato a una vera e propria dichiarazione di guerra. Ma Sarkozy è circondato da cattolici praticanti all'Eliseo. La sua direttrice di gabinetto, Emmanuelle Mignon - tra l'altro all'origine della controversa proposta di far «adottare» un bambino ebreo deportato da ogni allievo di quinta elementare - è ex allieva dei gesuiti ed è capo scout. Inoltre, il presidente francese guarda ai neo-con Usa come modello ideologico.
___________________________________________________________________
Il giudizio della cassazione è netto: un «rapporto incestuoso», così come «un rapporto omosessuale» sono tra i «fatti disonorevoli» che consentono di astenersi dal testimoniare e dover rivelare, ad esempio, le ragioni per le quali il testimone «era presente in un certo posto a una certa ora». Nel motivare la sua decisione, la Cassazione afferma tra l'altro che la tutela accordata dal primo comma dell'art. 384 codice penale («Casi di non punibilità») riguarda non solo le cosiddette «dichiarazioni indizianti» - cioè il testimone che sarebbe altrimenti costretto ad autoaccusarsi - «ma anche tutte le altre dichiarazioni dalle quali potrebbero emergere fatti disonorevoli (un rapporto incestuoso; un rapporto omosessuale) per il testimone (richiesto ad esempio di indicare le ragioni per le quali era presente in un certo posto a una certa ora)».
«E' gravissimo che un organismo istituzionale come le sezioni unite della Corte Suprema di Cassazione definiscano un 'fatto disonorevole' un rapporto omosessuale - commenta Aurelio Mancuso -. Noi ci consideriamo assolutamente orgogliosi dei nostri amori e dei nostri rapporti. Disonorevole è il pregiudizio il sociale, l'omofobia e sentenze come questa».
________________________________________________________
__________________________________________________________________
Liberazione 21-02-08
| La risposta a Magris (e tanti altri maschi) su cosa vuole dire «rispettare la vita» | |
| Abortire ovvero una decisione altamente morale | |
Italo Calvino* |
| Le donne della Sinistra: «Vogliamo essere più presenti» | |
Donne presenti in sede di formazione delle liste, a capo delle liste in numero significativo, e in alternanza e più presenti in tutte le occasioni di esposizione mediatica: sono le proposte presentate dalla parlamentare Fulvia Bandoli, della Sinistra democratica ed esponente della Sinistra l'Arcobaleno. «Si tratta di scelte - ha spiegato Bandoli - necessarie per costruire in Italia una Sinistra Arcobaleno grande, autenticamente plurale, capace di parlare al cuore e all'intelligenza di donne e uomini, di attrarre alla politica le giovani ed i giovani di oggi». «Non vogliamo - ha proseguito - che, come troppe volte è successo nella storia della sinistra, le intenzioni più nobili vengano oscurate da pratiche strumentali, quelle di una politica che continua ad essere nelle mani di ristrettissimi gruppi maschili tesi a perpetuare se stessi. Ci preoccupa che a volte anche gli uomini della sinistra non riconoscano autorità ruolo e libertà alle donne. Non ci convince - ha concluso Bandoli - un percorso unitario che si riduca ad un puro assemblaggio elettorale di ciò che c'è, riteniamo essenziali nuove forme di partecipazione, la voglia di esserci di tante e di tanti che si impegnano e si organizzano fuori dalle forze politiche». Dalle donne della Sinistra giunge anche una proposta, provocatoria ma non troppo: un busto della Merlin in Senato. «Nel giorno dell'anniversario dell'approvazione della legge Merlin, di cui quest'anno ricorre anche il centenario della nascita vogliamo ricordare questa parlamentare indomita che ha fatto tanto per le donne». L'idea è stata presentata da Lidia Menapace, Tiziana Valpiana, Erminia Emprin e Giovanna Capelli che hanno chiesto che la senatrice socialista, ma anche altre illustri donne, vengano ricordate in aula con dei busti, a fianco di altre personalità illustri, tutte maschili che affollano le sale e i corridoi di palazzo Madama. «Tina Merlin - ricordano le senatrici - è passata alla storia soprattutto per la famosa "Legge Merlin" quella che tolse dall'ordinamento giuridico italiano l'obbrobrio di uno stato che guadagnava sui casini. La Merlin lottò per la libertà di azione delle donne, ottenendo, allora tra le prime in Europa, che la prostituzione non fosse più un reato e non potesse essere regolamentata dallo stato, tenendo le prostitute praticamente in stato di schiavitù». All'inizio di questa legislatura le senatrici avevano chiesto al presidente Marini di mettere un busto della Merlin a palazzo Madama. La stessa richiesta le senatrici estendono a: «Grazia Deledda, Maria Montessori (premi Nobel), Anna Magnani (della quale anche ricorre il centenario della nascita), Giglia Tedesco che fu vicepresidente del Senato, la più alta carica che una donna abbia ricoperto in questo ramo del Parlamento». «Restiamo in (non tanto), fiduciosa attesa». |
Inserito dal
Collettivo Pachamama
alle
14:58
0
commenti
Etichette: rassegna stampa
20 feb 2008
Rassegna 20/02/08
Leggete questo articolo
Inserito dal
Collettivo Pachamama
alle
13:50
2
commenti
Etichette: link, rassegna stampa
Sezioni
- arte (43)
- boicottaggio (13)
- corsi (23)
- diritti (20)
- iniziative (171)
- intercultura (39)
- internazionale (13)
- letteratura (36)
- link (19)
- mail (71)
- mamme (16)
- manifestazioni (42)
- rassegna stampa (97)
- riunioni (24)











